Pink – Sacro Monte 62 – 59

Posted: 17th January 2012 by admin in Uncategorized

Nella serata dedicata al Falò di Sant’Antonio le pantere ricevono la visita del Sacro Monte, formazione che già nel campionato UISP aveva dato qualche dispiacere ai ragazzi di Marzoli specie sotto le plance, dove Galbiati era risultato quasi incontenibile. All’appuntamento i padroni di casa si presentano senza le due torri Mocchetti e Camponeschi, con l’obbligo, quindi, di supplire alla carenza di centimetri con altre virtù.
La gara è piuttosto strana: Sacro Monte sceglie a lungo la zona (mantenuta per quasi tutta la gara) nonostante potrebbe vantare centimetri e chili, mentre le Pink accettano la sfida corpo a corpo e adottano una marcatura a uomo. Ne esce a lunghi tratti un tiro al bersaglio dalla distanza per i padroni di casa, premiati a fasi alterne dalle percentuali, ed un insistito gioco a due sull’asse Galbiati-Pacini con palla dentro-fuori per il Sacro Monte.
La generosa marcatura sui due lunghi ospiti permette di contenere lo strapotere fisico, e il primo quarto è arido di canestri da ambo le parti più del deserto dei Gobi: 12 a 9 per Sacro Monte è punteggio che dimostra l’ottima qualità difensiva della prova delle pantere e, al tempo stesso, la inaffidabilità del tiro da lontano. Nella seconda frazione ci vuole una fiammata di Scarpioni, alla sua ultima uscita stagionale prima della sua spedizione africana (in bocca al lupo, immenso Gio!!!) con tre triple in pochi istanti per ridare fiducia alle pantere, che rimettono il muso avanti nonostante la partita si vada incanalando verso i binari del nervosismo a causa di una direzione di gara patentemente insufficiente. Il parziale di 21 a 14 ribalta la partita e alla pausa lunga il 30 a 26 permette di esaminare gli errori con la serenità, comunque, di condurre la partita pur di poche lunghezze.
Il piano tattico del secondo tempo viene scrupolosamente osservato, allora, dalle pantere: meno tiri da lontano e molta più aggressione nella zona pitturata, senza temere eccessivamente il totem avversario.
La scelta è premiante: pur nell’altalena del punteggio, le pink reggono l’urto, alzando anche la pressione difensiva e, pur se la terza frazione è ancora appannaggio degli ospiti, la sensazione è che l’equilibrio rappresenti per i padroni di casa un buon viatico per la volata finale.
Solo nell’ultimo quarto, infatti, si decide la sfida, proprio nelle battute conclusive: tre ricami di Juanito e due magie di Scarpioni fanno da cornice ad una prova di grande sostanza, macchiata da qualche rara amnesia ma senz’altro importante.
Finisce, contro un’avversaria di primo livello, 62 a 59.
I tabellini:
Scarpioni 21, Macchi 16, Gallo Stampino 9, Brezzi 6, Violante 6, Tonta 2, Villa 2, Forni 0, Prevosti 0.

Le pagelle:
Le Coq: 7,5. Pulito nella guida come l’Alain Prost dei tempi d’oro, ha sempre il controllo della squadra, cui dà gli impulsi giusti con la puntualità di una dinamo. Condisce la prova da direttore d’orchestra con nove invisibili punti, ennesima dimostrazione del concentrato di fosforo cestistico. Talento.
Prevo: 7. Non inganni il tabellino a 0 punti. Prova davvero convincente per applicazione e dedizione, in cui difensivamente aggredisce gli avversari senza mai cedere un passo né perdere il controllo, neppure quando la gara diventa, a tratti parecchio fisica. Assaltatore.
Dani: 7. A dispetto del deficit offensivo, produce, come sempre, energia a profusione. Difensivamente è sempre il più aggressivo e reattivo, recuperando palloni senza mai temere di sbucciarsi le ginocchia. Energizer.
Juanito: 7,5. Qualche errore inconsueto e qualche pausa non bastano a ridimensionare la prestazione sontuosa nel finale, dove – con qualche legittimo egoismo – piazza il parziale che decide la partita. Chirurgo.
Il capitano: 6,5. Da lontano non ci prende mai, ma perlomeno seleziona quasi sempre i tiri giusti. Nobilita la prestazione, non certo brillante, con una inconsueta produttività a rimbalzo. Riciclato.
Gio: 7. Due strappi da cinque minuti l’uno bastano a piazzare 21 punti e tenere i suoi in scia. Giustamente innervosito da un arbitraggio del tutto carente, deve accontentarsi di chiudere la sua stagione personale senza aver scavalcato il secondo marcatore ogni epoca in maglia pink. Mission (im)possible.
Frank: 7,5. Quaranta minuti – al netto di brevi riposi – a fare a sportellate rendendo venti chili di peso sono tanta roba. Se poi il diretto avversario, alla fine, non riesce ad essere decisivo nonostante una buona prova, il merito è senz’altro prevalentemente suo. Lottatore.
Lollo: 7. Chiude tutti gli spazi difensivi che lasciano i compagni, spendendo generosamente tutti i suoi falli. Contro lo Shackleford delle Prealpi regge egregiamente l’urto e condisce la partita anche con un morbidone alla Laimbeer dei suoi. Prezioso.
Dado: 7. Prestazione in intangibles quando ve ne fosse una. Tutte le cose importanti non finiscono nel tabellino (pur riccamente condito da rimbalzi e recuperi) e offensivamente ogni tiro è una sentenza. Pallacanestro allo stato puro.

Ponte Tresa – Pinkpanthers 65 – 55

Posted: 16th January 2012 by admin in Uncategorized

Ancora zavorrate dal panettone natalizio e decimate da assenze per infortuni, malattie e impegni professionali, le pantere affrontano l’anno 2012 con l’impegnativa trasferta a Ponte Tresa – dove nel campionato UISP si era disputata una gara molto accesa – con solo sei uomini a disposizione: evidente che le pink (emule degli spartani alle Termopili) decidano di impostare la partita su ritmi del tutto bradicardici, non solo per non rischiare una falcidia di falli ma soprattutto per scongiurare il pericolo d’infarto.
Il piano gara viene magistralmente interpretato dagli ospiti, che riescono ad incanalare la gara arroccandosi in una due-tre molto chiusa e rallentando la manovra dei padroni di casa, che non riusciranno praticamente per tutta la partita a offrire accelerazioni o strappi: nelle prime battute, peraltro, Ponte Tresa trova con continuità il canestro da dietro l’arco dei tre punti, mettendo a dura prova il fortino fucsia-blu, ma la prima frazione si snoda sul filo dell’equilibrio. Alla prima pausa il 24 a 20 è frutto di ben quattro triple dei ragazzi di Cosentino e rappresenta un punteggio tutt’altro che disprezzabile per le pantere, ancora leggere sul piano dei falli e non troppo provate sotto il profilo atletico.
Le rotazioni del secondo quarto (per l’unica squadra che se le poteva permettere…) non aiutano Ponte Tresa, che subisce invece la pazienza degli ospiti e deve accontentarsi di andare negli spogliatoi in parità a quota 35.
Neppure nella terza frazione le pink vacillano: le percentuali si abbassano, ma in compenso l’attenzione difensiva permette di reggere l’urto, che specie sotto le plance comincia a farsi preoccupante. L’equilibrio regna sovrano e il parziale è di 13 a 15 per i padroni di casa.
Il climax discendente della produzione offensiva delle pantere è il termometro della gara: 20 punti nel primo quarto, 15 nel secondo, 13 nel terzo e, nel quarto, dopo i primi sei punti nei cinque minuti iniziali, praticamente si spegne la luce. Le iniziative si fanno farraginose e gli ultimi sussulti d’orgoglio permettono un paio di palle recuperate che non vengono del tutto capitalizzate proprio per l’anossia cerebrale degli ospiti, prosciugati dallo sforzo – fisico e mentale – di reggere tutta la gara sul filo dell’equilibrio.
Gli ultimi tre minuti basteranno quindi a Ponte Tresa per piazzare il break decisivo e imporsi 65 a 55 (con uno scarto anche troppo ingeneroso con gli sconfitti).
I tabellini:
Violante 18, Ricci 10, Gallo Stampino 10, Villa 8, Prevosti 5, Mocchetti 4.

Le pagelle:
Le Coq: 8. Professorale gestione della partita, degna di un playmaker da categoria superiore. Scelte sempre impeccabili macchiate, sul finale, da un paio di deragliamenti di pura stanchezza. Magistrale.
Prevo: 7,5. Rari attimi di difficoltà nel playmaking non sporcano una prova di grande sostanza e ordine: palle perse pressoché bandite dal tabellino, buona circolazione della palla, mai iniziative fuori spartito. Preciso come un concierge d’albergo a cinque stelle.
Rice: 7,5. Alterna iniziative “ignoranti” alla Gianluca Basile a giocate di sostanza, facendo tutto quello che può anche in ruoli del tutto anomali. Indulge in qualche ball-handling di troppo, che gli costa un paio di palle perse, fors’anche per far respirare la squadra. Centravanti.
Il capitano: 7. Non precisissimo al tiro, approfitta solo in parte di una serata dove – in condizioni balistiche analoghe a quelle dell’ultimo allenamento – avrebbe davvero potuto fare la differenza. Il “mirino”, peraltro, subisce qualche maltrattamento e gioca mezza gara con la spalla destra fuori uso. Anchilosato (specie il giorno dopo…)
Dado: 8. Dimostra classe superiore ai diretti avversari, per i quali rimane un rebus inestricabile. Non trova comprensione arbitrale in alcune occasioni in cui le maniere forti sono le uniche che gli impediscono di far canestro. Klasse-Dado.
Ricky: 7,5. Difensivamente la prova più convincente da quando veste la canotta pink: fa reparto anche da solo (e per alcuni minuti non in senso figurato) e regge l’urto – e gli urti! – senza mai un passo indietro. Non viene però premiato in attacco, dove vede il pallone con il contagocce. (se volete che faccia la guardia) Date l’osso al cane.

PinkPanthers – Gazzada 61 – 48

Posted: 20th December 2011 by admin in Uncategorized

Le Pink prenatalizie ricevono la visita del Grande Ex Marco Bossi e del suo Gazzada, formazione storica con cui mille volte le pantere hanno incrociato le lame, e denotano di aver la testa ampiamente rivolta alla grotta di Betlemme piuttosto che al linoleum dell’Anna Frank: primo quarto agghiacciante, con gli ospiti capaci di segnare tredici punti e… guidare di 8 all’intervallo!!! Solo due canestri su azione ed un tiro libero a referto per i padroni di casa nei primi dieci minuti dimostrano un dinamismo degno del ballo della piastrella delle feste dei sedicenni degli anni ’80 ed una voglia non superiore a quella di farsi trapanare una carie senza anestesia.

Nel secondo quarto le letargiche pantere danno qualche timido segnale di risveglio, che coincide con l’accensione delle prime spie della riserva nei serbatoi dei ragazzi (si fa per dire…) di Gazzada, senz’altro in difficoltà sotto il profilo atletico. Ne nascono un paio di recuperi  cui fa seguito una sparatoria d’antan del capitano e, alla pausa, il 24 pari maschera solo parzialmente le nefandezze compiute.

Anche nel terzo quarto le pink offrono il proprio lato peggiore: percentuali orribili, difesa a dir poco rivedibile (quando non statuaria), un po’ di nervosismo verso il direttore di gara (tacciato, ingiustamente, di non tutelare i lunghi di casa a sufficienza) e Gazzada è ancora con il naso avanti, nonostante si vedano i primi segni di vita di un Brezzi sin lì del tutto marginalizzato e di uno Scarpioni impreciso come non mai.

Solo l’ultima frazione chiuderà la partita: Gazzada non trova più il canestro su azione (solo uno di Marco Bossi proprio sulla sirena finale), Macchi si toglie la polvere di dosso e due bei contropiedi mandano i titoli di coda. Finisce 61 a 48.

I tabellini:

Macchi 14, Scarpioni 13, Brezzi 11, Villa 9, Mocchetti 5, Violante 3, Gallo Stampino 3, Camponeschi 2, Vassalli 1, Prevosti 0.

Le pagelle:

Prevo: 5,5. Aggredisce – tra i pochi – sin dalle prime battute, e l’arbitro ne sanziona i contatti senza far sconti. Ha le mani piene a contenere in difesa il sempre sgusciante Bossi e, in attacco, pecca di imprecisione. Però il suo encefalogramma è sempre in movimento, al contrario di molti suoi compagni di squadra che sembrano a tratti averlo del tutto piatto. Chi non fa non falla.

The Printing Rooster: voto 5. Paga il calo di forma fisica conseguente alla rarefazione degli allenamenti dell’ultimo mese e si vede non tanto nel dinamismo, quanto nel fosforo: a qualche abbagliante illuminazione seguono lunghi periodi di buio, in cui non riesce a trovare le chiavi per scardinare l’immobile zona avversaria. Per la prima volta, impatto zero.

Pietro: voto 5,5. Difensivamente sempre aggressivo, lavora ai fianchi il diretto avversario approfittando della maggior freschezza fisica. Non lascia traccia, però, di iniziative significative che valgano la piena sufficienza. Occulto.

Juanito: voto 5+. Primi due quarti in cui è più latitante di un boss della ‘ndrangheta infiltrato al nord, e con il mirino più storto di un cecchino strabico. Quando nell’ultimo quarto capisce che la pratica non si sbriga da sola, col minimo sforzo sale in cattedra e chiude la partita. Impiegatizio.

Il capitano: voto 6. Entra e dà la scossa con sette punti in un amen, poi cala alla distanza, sprecando un paio di tiri facili ed un contropiede da prima elementare della pallacanestro. Da circoletto rosso – per dirla alla Rino Tommasi – una penetrazione con gancio cielo di sinistro. Croce e delizia.

Scarpio: voto 5. Serata stortissima per la mira (persino due liberi sbagliati da uno che normalmente può anche giocare bendato…) e povera per la fantasia, nobilitata da un’applicazione difensiva – pur a tratti – senz’altro lodevole. Ma anche a Leo Messi non si perdona una prova da comune mortale… L’insostenibile pesantezza dell’essere un fenomeno.

Frank: voto 5,5. Primi due quarti da naufrago appeso ad un tronco nell’oceano, spera che qualcuno lo veda o passi di lì con progressiva rassegnazione. Dopo la pausa, decide che la palla può prendersela da solo a rimbalzo, e sigilla la partita con ritrovata intensità. Robinson Crusoe.

Dado: voto 5. In una partita ad andamento lento non trova né scariche né scarichi per vivacizzare la squadra: ne esce una prova da vigile urbano del centro Milano il pomeriggio di Ferragosto, ad attendere che qualcosa finalmente accada. Annoiato.

Ricky: voto 5+. Parte con due canestri nel primo quarto, che valgono l’80% del fatturato complessivo dei suoi. Dopo di che, se ne perdono totalmente le tracce, quasi avviluppato dalle sabbie mobili della (non certo mobile…) zona due-tre di Gazzada. Sperso.

Il Campo: voto 5. In una serata dove gli avversari pari-ruolo, tutti insieme, non dovrebbero neppure fargli il solletico, sembra disinteressato per lunghi tratti. Dopo qualche sportellata subita, invece di accendersi, spende il poco impeto nei confronti dell’arbitro e si becca un tecnico. Non pervenuto.

Pinkpanthers – Lonate Ceppino 76 – 66

Posted: 14th December 2011 by admin in Uncategorized

Le pantere, congestionate dall’accavallarsi tra UISP e FIP, non fanno in tempo neppure a fare il bucato delle divise da gara e nuovamente scendono in campo, ospitando Lonate Ceppino tra le mura amiche.

Qualche defezione dell’ultim’ora porta le pink – per l’occasione amministrate dall’amministrativista… – a disputare l’incontro in otto, numero perfetto per una rotazione intensa e minutaggi importanti per ogni elemento: su questa premessa la partita si mette subito sui migliori binari, con il quintetto di partenza capace di tessere con pazienza la tela offensiva e trovare sempre eccellenti tiri, sterilizzando la manovra degli ospiti sino all’asfissia.

Il 26 a 12 della prima pausa è persino meno ingeneroso con Lonate di quanto si è visto nei dieci minuti iniziali, in cui Mocchetti spadroneggia sotto i tabelloni ed il quartetto d’archi Scarpioni-Macchi-Brezzi-Violante si limita ad un’ordinaria, quanto efficace, amministrazione. Complice forse la convinzione che la partita sia saldamente nelle loro mani, le pantere si mettono inconsciamente a giocare al gatto con il topo: Lonate, però, ne approfitta, rosicchiando punto su punto il distacco come fosse una forma di parmigiano stagionato.
Ne esce un secondo quarto in cui gli ospiti, con un’arrembante fisicità figlia della gioventù più che del senno cestistico, tornano meritatamente a ridosso dei padroni di casa, colpevoli da un lato di non arginare le penetrazioni dritto-per-dritto dei lonatesi (che quasi rinunciano alla circolazione di palla in favore di iniziative personali spesso efficaci) e, dall’altro, contagiati dalla frenesia degli antagonisti, smettono di far passare di mano in mano il Molten e non trovano più i tanti buoni tiri della prima frazione, sprecando anche qualche perla assoluta di un illuminante Gallo Stampino: alla pausa lunga il 37 a 32 dice che in dieci minuti i ragazzi di coach Colombo hanno totalizzato un parziale di 20 a 11 che denota tutte le responsabilità delle impigrite pink.

Dopo l’intervallo la musica non sembra cambiare: Lonate continua la propria ipercinetica pallacanestro e le pink si innervosiscono per la consapevolezza di non riuscire ad esprimere quella superiorità tecnica individuale che sarebbe manifesta. Complice un direttore di gara particolarmente permissivo con i giovani ospiti, allora, la gara si trascina non lontana dal filo dell’equilibrio, ed occorrono gli ultimi minuti per chiudere una pratica che avrebbe dovuto permettere di rodare meccanismi invece che costringere i titolari agli straordinari.

Finirà 76 a 66, e c’è da esser soddisfatti solo del colore del referto.

I tabellini:

Scarpioni 23, Violante 13, Macchi 10, Mocchetti 10, Brezzi 9, Gallo Stampino 6, Villa 4, Forni 1.

Le pagelle:

The printing rooster: voto 7. Al netto di un paio di pasticci che non appartengono al suo consueto repertorio, di cui forse è responsabile più la squadra per la confusione che fa che non il suo regista, sfodera una prova di lucidità e di controllo degna di un pilota: sempre in governo del mezzo, visione periferica di prim’ordine, sicurezza. Faro.

Dani: voto 6. Le sue proverbiali mani da scippatore di metropolitana sporcano parecchi palloni, che raramente si traducono in palle recuperate per ragioni quasi imperscrutabili. In attacco non viene quasi mai coinvolto, e si mette al servizio dei compagni. Mr. Utilità.

Juanito: voto 6. Nel primo tempo è spettatore non pagante, che si diletta nell’appoggiare il gioco sui compagni meglio piazzati. Quando nella seconda frazione capisce che la partita va chiusa senza cincischiare troppo, muove la retina con continuità a dispetto di difese tutt’altro che cristalline. Switch on.

Il capitano: voto 5,5. Qualche evidente limite atletico nei confronti degli avversari lo porta a spendere tanti falli, mentre non riesce mai a vedersi tutelato in attacco. Qualche sporadica “chicca” non basta a raggiungere una piena sufficienza. Rugginoso.

Super G.: voto 6. Mezzo punto in più per una giocata da NBA News nel finale, ma (a dispetto del fatto di essere ancora una volta decisivo) gara al di sotto dei suoi standard. Si innervosisce tanto – con sé stesso e con i compagni – nel vedere il gioco involversi e nel non trovare l’interruttore per far partire il motore. Ingolfato.

Frank: voto 6. Troppi liberi non capitalizzati, ma tanta garra che, alla fine, si rivela determinante. Non ha mai remore a buttarsi e a subire i contatti, a costo di abrasioni sui tatuaggi. Combattente.

Dado: voto 6,5. Professore di post alto, dispensa saggezza cestistica da ambo i lati del campo. Forse un po’ troppo timido nel prendere la squadra sulle spalle nei momenti di confusione. Essenziale.

Ricky: voto 6. Prestazione di quantità per presenza, punti e rimbalzi. Anche tanti sprechi in situazioni in cui, come la mucca slava di nikoliciana memoria, dà calci al secchio di latte appena munto sperperando assist davvero pregevoli. Penelope.

La stagione delle Pink è iniziata!!

Posted: 29th October 2011 by admin in Uncategorized

Le Pink Panthers Varese iniziano alla grande il campionato Uisp con ben 3 vittorie su 3!!Battendo in ordine Bizzozero, Bobbiate e il Dream Team Montello!

Basket Music Party

Posted: 25th May 2011 by admin in Uncategorized

Le associazione di volontariato Ewe Mama Varese, Cestisti Fino al Midollo, Amici del Campetto, i ragazzi del negozio Triple, organizzano per il 25 e 26 giugno 2011 un torneo di pallacanestro, in memoria di Tarcisio Vaghi, in cui si scontreranno fino a 100 squadre, con lo scopo di raccogliere fondi da destinare in beneficienza.

PARTECIPATE NUMEROSI!!!!

Per info

http://www.basketmusicparty.com

Doppia sconfitta

Posted: 11th May 2011 by admin in Uncategorized

Dopo la maratona vittoriosa e inebriante con la capolista Somma Lombardo, che riesce a mantenere il vantaggio delle differenza canestri e conquista virtualmente la promozione, le pantere sono attese da un doppio confronto con i fanalini di coda di Bizzozzero e Varano.
Che le energie mentali e fisiche delle pink siano ormai prosciugate, complice la consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria e che, comunque, il sogno della vittoria del campionato è comunque sfumato, si capisce dal doppio ko maturato.
Partite, in verità, molto diverse.
Con Bizzozzero le pantere partono bene e allungano sin dalle prime battute: il maggior tasso tecnico nei confronti degli avversari permetterebbe anche di piazzare il break, ma dopo aver aperto un divario in doppia cifra i fucsia-blu, senz’altro non troppo “cattivi”, si fanno lentamente rimontare.
Il modesto margine di vantaggio viene esaurito proprio nell’ultima frazione, quando a Bizzozzero entrano una serie davvero incredibile di triple (con Bertagnon formato Jason Terry) che valgono prima il pareggio e poi il primo vantaggio. Uno sfondamento inesistente di Macchi sul finale chiuderà la partita, sigillata dall’ennesima fiondata da lontano del play biancorosso.
La confusione dell’ultimo quarto, con troppi tentativi solitari e ben poche gambe per difendere, evidenzia impietosamente che gli sforzi di tre giorni prima non erano affatto smaltiti.

Tabellini:
Scarpioni 21, Macchi 17, Bianchi 12, Brezzi 8, Violante 7, Villa 4, Mocchetti 2, Tamborini 2, Prevosti 0, Tonta 0.

Pagelle bonsai:

Bianchi: produttivo sul tabellino, ma poco incisivo nel dare ritmo alla partita e alla squadra, subisce in difesa (ed è una novità). Inconsueto.

Prevos: serata senza squilli, e tabellino immacolato in attacco, a causa di molti falli (tutti spesi per l’applicazione difensiva). Meritevole.

Tambo: discreto e diligente, viene punito oltremisura ogni volta che lascia il suo uomo per aiutare sulle penetrazioni. Perseguitato.

Juanito: segna con continuità, ma senza quella leadership cui siamo abituati. Si applica difensivamente con profitto, ma viene troppo poco tutelato dal fischietto. Incompreso.

Il capitano: due o tre giocate vitali, che lasciano sperare in una serata meno anonima del solito; poi si infortuna dopo pochi minuti e la gara finisce lì. Sfortunato.

Scarpio: prolifico ma confusionario, non riesce, quando si decide la gara, a fare come d’abitudine pentole e coperchi. Spadellato.

Brezz: dopo una fiammata nel secondo quarto, si spegne un po’, dedicandosi ad una difesa più fisica che efficace. Inesploso.

Dado: parte benissimo, involvendosi poi durante la partita, dalla quale piano piano sparisce e, con lui, non per caso, la squadra. Naftalina.

Lollo: soffre la mancanza di un big man con cui fare a sportellate, ma come sempre esegue con grande precisione lo schema. Peccato che i suoi quattro compagni non prendano esempio. Vox clamantis in desertu.

Ricky: per difendere si carica subito di falli, che ne limitano la carburazione. Ingolfato.

A Varano le pantere sono quanto mai rimaneggiate: all’assenza di Kobe-Scarpio e Lamar-Brezzi, infatti, neppure si può sopperire con i cambi e persino il Tambo e il Campo devono dare all’ultimo forfait. Si va in otto a far visita alla peggior squadra del girone (lo dice la classifica, e non solo…) e ne nasce una partita brutta e sporca, dove i padroni di casa mettono tutti i chili e i muscoli di cui dispongono al servizio del risultato. Nelle prime battute, in verità, la sfida si dipana in una gara balistica da lontano, e sino all’intervallo la gara non è eccessivamente fisica, salvo qualche colpo proibito da parte di un Alezio cui è ampiamente concesso far uso della massa muscolare di cui dispone. Dopo l’intervallo, invece, il metro arbitrale diventa del tutto isterico: non solo disomogeneo dai due lati del campo, ma anche assolutamente incomprensibile nelle infrazioni. Ne vien fuori, anche per merito dei varanesi, un parzialino che apre oltre la doppia cifra il distacco. Sarebbe finita, se invece nell’ultimo quarto, con pazienza e qualche buona giocata difensiva, le pink non arrivassero a contatto: sarà ancora una volta il pessimo De Simone a rovinare la partita (che, si badi, Varano meritava comunque di portare a casa) con un quinto fallo ridicolo a Violante, seguito da un inspiegabile fallo tecnico e due espulsioni degne della peggior manifestazione della mania di protagonismo. La serie infinita di tiri liberi che ne seguirà non basterà a chiudere definitivamente la partita, che ancora le pantere potrebbero immeritatamente acciuffare negli ultimi secondi se entrasse qualche tiro che non ne vuole sapere. Finisce 69 a 64 per Varano, col rimpianto di aver dilapidato troppi tiri liberi nel corso di tutta la partita.

I tabellini:
Bianchi 19, Villa 15, Macchi 13, Mocchetti 6, Vassalli 4, Violante 4, Tonta 3, Prevosti 0.

Le pagelle:

Andreino: le sue penetrazioni ficcanti ricordano il John Holmes dei tempi migliori, ma il direttore di gara sembra affetto, tra l’altro, dell’invidia del pene e non tira un fischio a suo favore neppure quando le spinte fanno assomigliare la partita più a un incontro di sumo tra un professionista della disciplina e un fantino. Non si scoraggia e nella seconda metà gara si assume tutte le responsabilità per riaprire la partita, segnando lui solo nell’intera terza (sciagurata) frazione. Importante.

Prevos: inizia come un borseggiatore di metropolitana, scippando tutto quello che gli passa intorno. Dopo la prima serie di rotazioni, però, perde il ritmo e, raffreddatosi, non ritrova più i fili della gara, sembrando scivolare in una sottile depressione cestistica. Smarrito.

Juanito: la sua classe di fiorettista non si adatta ad una gara fatta di clave, spinte e spintoni. Visto l’andazzo e il metro arbitrale, si colloca un po’ ai margini della disfida, volendo legittimamente tornare a casa integro. Autoconservativo.

Il capitano: in una partitaccia da seconda divisione pura ritrova la mano che mai si era vista in tutto l’anno, regalandosi un’uscita d’antan. Qualche rimpianto per aver troppo subito in difesa nelle primissime battute. Cecchino.

Dado: vede pochissimi palloni in attacco per una circolazione della palla più stitica di quella coronarica di un infartuato in pronto soccorso. Difensivamente sempre utile, sembra davvero penalizzato in eccesso da un arbitro che non gli riconosce proprio mai la superiorità tecnica di cui gode. Vittima.

Pietro: combattivo come sempre, conquista diverse gite in lunetta, che non rimangono mai infruttuose. Prende e dà le spinte che la gara impone, senza né tirarsi indietro, né lamentarsi. Combattente.

Ricky: prova tra alti e bassi, a bordo dell’otto volante di una squadra capace di segnare otto punti nel terzo quarto e 24 nell’ultima frazione. Non indietreggia davanti alle twin towers varanesi, che pur danno filo da torcere. Pivottone.

Lollo: MVP della partita: trova la tipologia di avversari ideale per le sue caratteristiche e non ci pensa due volte a mettere tutto il fisico e il senso della posizione sia nel contenere l’uno contro uno che negli aiuti a centro area. Prestazione nobilitata da parecchi rimbalzi e recuperi, meritava la ciliegina sulla torta di una tripla che avrebbe coronato la prova. Colosso.

Vedano – Pinkpanthers 82 – 67

Posted: 29th April 2011 by admin in Uncategorized

Schiuse le uova di cioccolato, le pantere si ritrovano per la trasferta di Vedano orfani del proprio faro Scarpioni e del guizzante Bianchi, ovvero la linea arretrata più affidabile e prolifica di cui poter disporre: per supplire, nei limiti del possibile, alle gravi assenze, i varesini optano per una formazione ad alto tonnellaggio sperando di poter compensare a rimbalzo l’evidente deficit nel tiro da lontano.
L’inizio della gara sembra promettere bene sul fronte offensivo, dove sarebbe stato lecito attendersi problemi: la palla ha una buona circolazione, e l’attacco trova subito buone soluzioni ravvicinate. Anche la difesa comincia benino, ma gli dèi del basket regalano un paio di canestri piuttosto casuali ai padroni di casa, che riescono a tener botta allo strappo iniziale e trovano una fiducia sempre crescente. Alla prima pausa, a dispetto di un’apparente superiorità tecnica delle pink, il tabellone vede Vedano avanti di una lunghezza sul 20 a 19, punteggio che dimostra come la retroguardia sia del tutto insufficiente nel contenere i padroni di casa.
Nonostante le raccomandazioni in tal senso e il primo intero giro di rotazioni per attingere alla profondissima panchina, però, le pink sembrano attapirate: poca reattività (nonostante l’apparente applicazione) e nessuna aggressività portano Vedano a mantenere una media punti altissima, con percentuali da favola probabilmente ben superiori alle medie abituali della pur diligente formazione bianco-blu. A rimbalzo il dominio di chili e centimetri non produce alcuna superiorità (e anzi sono frequenti le seconde e terze opportunità regalate agli avversari), la circolazione dell’attacco è come sempre sincopata e alla pausa lunga il 40 a 35 dice che, difendendo così, il risultato è segnato.
Neppure la zona del terzo quarto cambia la musica: nessuno riesce a trovare i riferimenti e, nel migliore dei casi, le pantere difendono tre per volta; l’attacco vedanese non trova mai un’opposizione significativa e la gara scorre inesorabile con le pink in continuo affanno nel rincorrere. Nell’ultimo quarto il divario si allarga ancora, permettendo a Vedano di tagliare il traguardo a mani alzate dal manubrio: finisce 82 a 67, con qualche rammarico per aver tramutato onesti giocatori in fenomeni.
Piuttosto ingiustificabili, però, i musi lunghi di fine partita e i vittimismi malcelati di fronte ad una prestazione nella quale è davvero difficile salvare qualcuno ed alla luce, invece, di una stagione sulla cresta dell’onda.

I tabellini:
Macchi 31, Brezzi 18, Violante 9, Mocchetti 5, Camponeschi 2, Vitella 2, Prevosti 0, Tamborini 0, Yelverton 0, Villa 0.

Le pagelle:

Mr. Tambo: prova a mettere ordine da ambo i lati del campo, ma senza riuscire mai ad innescare una scintilla che permetta di traghettare i suoi fuori da un pantano – agonistico e mentale – simile a sabbie mobili. Sembra un allievo di scuola guida che si fa condurre dalla vettura, invece che guidarla lui… Trasportato.

Prevos: nel duplice ruolo di combo-guard per supplire all’assenza di Giorgio non trova le coordinate: né ordinato, né incisivo, né aggressivo, si incupisce e si avviluppa in una prova senza gloria, macchiata da qualche pasticcio offensivo e difensivamente più estemporanea che utile. Pesce fuor d’acqua.

Teo: ritornato alle origini come playmaker, è tra i pochi a tentare di mettere un po’ di cattiveria agonistica e di lucidità in una partita del tutto anestetizzata: la condizione però non gli permette certo di trascinare una squadra molle come una burrata e svagata come un innamorato diciassettenne. Improduttivo.

Juanito: approfitta dell’assenza della prima punta designata e si mette in spalla l’attacco fucsia-blu, tirando tutto quello che gli capita in mano. Merito anche suo se le pink non sprofondano, ma il losing effort odora più di prova individuale che di prima punta. Il trentello gli vale l’ingresso nella top ten dei marcatori ogni epoca. Puntello.

Il capitano: prestazione vaporosa come il borotalco, non lascia la minima traccia del suo passaggio. Lungamente assiso in panchina, assiste impotente al naufragio dei suoi. Guardiano del faro.

Brezz: unico a metter punti con continuità, a braccetto con Macchi raggiunge il decimo posto nella classifica marcatori. Non riesce, contrariamente al suo solito, a mettere e trasmettere l’agonismo del quale è normalmente paladino. Fiorettista.

Dado: limitato da una ferita alla mano, non riesce a trasformare la propria prestazione come le assenze avrebbero forse imposto. Qualche inusuale passaggio sprecato denota che proprio non è serata per nessuno. Muzio Scevola.

Il Campo: in una serata dove l’arbitraggio avrebbe permesso una mattanza, gioca leggero come una piuma e non prende le misure della partita, nella quale non lascia nessun segno (neppure sulla pelle degli avversari). Imborghesito.

Ricky: non trova il ritmo partita e soffre le sostituzioni, vissute come punitive. Ne esce una prestazione lontana dagli standard cui ci ha abituati. Controfigura.

Yallo: breve apparizione, che non verrà ricordata. Nella notte dei morti viventi si accoda all’andazzo, accettando poi con grande professionalità di rimanere panchinato con il sorriso per oltre metà gara. Partecipe.

Arcisate – Pink 64 – 61

Posted: 11th April 2011 by admin in Uncategorized

Alla vigilia del big match contro Somma Lombardo, le Pink vanno a far visita ad Arcisate in un sabato sera praticamente estivo per clima e atteggiamento generale: le pantere partono subito con il piede giusto, ed il vecchio capitano – in quintetto a sostituire il claudicante Scarpioni – apre subito efficacemente il fuoco, ben coadiuvato da un vivace Macchi. La partita si incanala subito nel verso giusto, e le rotazioni del primo quarto permettono di mettere a segno ben quattro triple con giocatori diversi, incapaci di scavare un solco importante solo per qualche pigrizia difensiva sul finale.
Nella seconda frazione, invece, la retroguardia delle pantere registra ulteriormente i propri movimenti: la presenza a centro area di Tonta si fa sentire, e un attacco ispirato da un Tamborini professorale sembra squarciare la gara: 35 a 22 alla pausa, e alla ripresa quattro azioni disegnate all’intervallo permettono addirittura di scappare sul + 18.
Sembra finita per Arcisate, e invece succede l’impensabile: i biancorossi continuano a crederci, mentre le pantere giocano con sufficienza da entrambi i lati del campo, preoccupandosi più di aggiustare le statistiche personali che di disputare una partita di pallacanestro. Vero è che la manovra si involve sempre più, la Virtus trova alcune triple, il nervosismo cresce a dismisura negli ospiti e, in sette minuti, il parziale di 20 a 0 (!!!) è servito. All’inizio dell’ultima frazione Arcisate allunga ancora, sino al +8, e la disperata rimonta degli ospiti si affida alle giocate solitarie, capaci di creare più malcontento nelle fila delle pantere che di produrre punti.
Finisce sciaguratamente 64 a 61, con la stagione buttata alle ortiche per discussioni senza fine a gara conclusa, parole grosse negli spogliatoi e decisioni di abbandono immediato da parte di quattro-cinque giocatori-chiave, capaci solo di accusarsi reciprocamente di accentrare il gioco o di essere “pulcini bagnati”. Spettacolo avvilente…
Sfasciato il giocattolo, chissà lunedì sera chi si presenterà alla partita con Somma, che a questo punto sarà un’inutile mattanza. In bocca al lupo, nonostante tutto, a chi scenderà in campo.

I tabellini e le pagelle, a questo punto, sarà meglio non vengano neppure più pubblicati, visto che l’ego dei giocatori è così sensibile…

Angera – Pink Panthers 70 – 68

Posted: 1st April 2011 by admin in Articolo